Yacht Staging

YACHT STAGING: TROVARE L’ANIMA DI UNA BARCA

Credo che molti di voi abbiano sentito parlare di Home Staging, quell’attività che si fa per aumentare il valore percepito di una casa da vendere o da affittare: a me capita spesso di fare la stessa cosa anche con gli yacht, quindi si può dire che faccio Yacht Staging.

Recentemente, lo avrete visto in questo reel sui miei profili social, ho fatto questo lavoro per JASALI II, lo splendido Yacht Charter a vela e motore costruito dai cantieri Perini Navi e commercializzato per le crociere nel Mediterraneo da West Coast International.

In un altro post vi avevo raccontato di come avevo lavorato per esaltare l’anima e la bellezza di un’altra splendido yacht, My Lotty con la stessa destinazione commerciale.

Oggi invece vi voglio parlare di come è nato questo aspetto del mio lavoro creativo, che consiste principalmente nel far vivere in anticipo ai potenziali clienti che intendono noleggiare o acquistare uno yacht, tutte le emozioni che potranno vivere durante la loro navigazione.

Non capita spesso, infatti, che i clienti si interessino alle caratteristiche tecniche dello yacht: nel corso della mia carriera soltanto una persona ha chiesto come prima cosa di visitare la sala macchine per vedere il motore, e guarda caso si trattava di un ingegnere della Ferrari.

Questa cosa faceva impazzire Dottor Gerli, il presidente di Princess Yacht Italia, che era solito ricordarmi come lui investisse milioni sull’acquisto di prestigiose imbarcazioni per poi sentirsi chiedere dai clienti se a bordo avrebbero trovato le tovaglie, gli accessori e i cuscini della Locatelli.

Da intelligente uomo di business, però, aveva capito che sono proprio queste leve a muovere l’attenzione dei potenziali acquirenti, che sono sempre conquistati dalle mille attenzioni, e anche dalle piccole sorprese, che scoprono quando visitano uno yacht allestito da me.

Una cucina ben allestita, un centrotavola elegante, i piccoli oggetti che metto nei cassetti delle scrivanie, il profumo d’ambiente che scelgo per ogni barca e che vaporizzo in ogni ambiente… Perfino la rosa che possono trovare nel luogo più inatteso per un fiore, alzando la tavoletta del bagno, contribuiscono a trasformare una semplice visita di un cantiere nell’innamoramento di uno yacht che diventerà loro.

Spesso questo lavoro ha tempi velocissimi: ogni giorno che uno yacht resta ferma in porto, senza essere acquistata o noleggiato, rappresenta un costo altissimo per l’armatore.

La corsa più folle l’ho fatta per Princess Monaco: un cliente che aveva acquistato uno yacht , modificandolo a suo piacere, ne aveva poi acquistato un altro, lasciandogli il primo con un arredamento e uno styling… diciamo molto discutibili. Infatti è rimasto invenduto per molto tempo, e riuscire a renderlo presentabile per la vendita era ormai diventato urgentissimo.

Così insieme a mia figlia Elena, il mio fidato braccio destro, siamo andati in cantiere caricando sulla macchina casse e casse di tutto quello che pensavamo potesse servirci per il nostro lavoro di Yacht Staging. Quando siamo saliti a bordo, fra le persone dell’equipaggio che stavano facendo lavori di pesante manutenzione e schivando le casse dei materiali che avrebbero rifornito la stiva, mi è venuto da piangere.

Le pareti rivestite in pelle bianca erano state bucate per appendervi un quadro di gusto più che dubbio, di fronte alla cucina c’era un tappetino dal discutibile disegno folk, i divani e le sedie di altissima qualità erano sistemati così male che in fotografia sembravano dozzinali arredamenti di plastica.

Ci siamo rimboccate le maniche, e senza nemmeno parlarci abbiamo iniziato a suddividerci gli spazi da sistemare.
Il caldo, che pure io amo alla follia, diventava ora dopo ora sempre più insopportabile, e la fatica di correre avanti e indietro dalla macchina alla barca, arrampicandoci sui ponteggi per raggiungere il ponte e poi ridiscendere nelle cabine ci aveva stremate.

Eppure alla fine della giornata, guardandoci intorno, le cose che abbiamo visto e che potete vedere anche voi nella gallery che abbiamo messo in fondo a questo articolo ci hanno reso particolarmente soddisfatte.

Osservando il lavoro svolto da Elena, realizzato in completa autonomia mi ha resa orgogliosa di lei, mi sono accorta che si armonizzava perfettamente con le parti cui mi ero dedicata personalmente.

Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo si è trattato solo di un giorno di lavoro, ma in questi casi io tendo sempre a rispondere che si è trattato di un giorno, sommato ad almeno trent’anni di esperienza nel respirare lo spirito di uno yacht che pretende di essere reso visibile a chi lo sta per visitare.

La responsabile di Princess Monaco, vedendo le foto dello yacht allestito rimase basita. Ci chiese persino conferma che fosse proprio il loro yacht, tanto era irriconoscibile.

Dopo questa intensa giornata di Yacht Staging, lo yacht è stato venduto alla prima visita, pensa un po’, proprio grazie “alle tovaglie, ai fiori, e ai cuscini della Locatelli”.