The emblems of the italian navy

I FREGI DELLA MARINA MILITARE: UN NUOVO DESIGN PER UN GRANDE AMORE

Per chi mi segue già da un po’, il mio amore per tutto quello che riguarda la Marina Militare non è più un segreto: vi ho parlato della passione con cui ho realizzato una collezione per quella meraviglia dell’Amerigo Vespucci, e vi ho raccontato di quel giorno in cui mi sono persa ad ammirare i fregi dei berretti della Marina nel guardaroba di una mostra. 

Ecco, oggi vi voglio raccontare di come quei fregi sono diventati il fulcro di una mia collezione in cui, come faccio ogni volta, ho reinterpretato le suggestioni regalatemi dal mare cercando di  coniugare il profondo rispetto per queste ispirazioni con il mio costante desiderio di innovare e di trasmettere emozioni da poter condividere con gli altri. 

Come avevo già fatto con la cima nautica, la prima fonte della mia ispirazione, ho iniziato a ridisegnare anche le volute e gli intrecci di quelle meravigliose decorazioni, cercando a ogni tratto di matita il modo più attuale e convincente di renderne l’assoluta bellezza. 

Una volta che, dopo mesi di tentativi e di fogli gettati nel cestino, ho sentito di aver raggiunto il mio scopo ho pensato a come avrei potuto utilizzarli per creare qualcosa di davvero nuovo: 

Quando ho iniziato a mettere in mostra le mie creazioni, il mondo del decor per la nautica era fatto soltanto di legno e di ottone ma io sono sempre stata convinta che la tradizione può essere esaltata anche innovandola. 

Così ho riprodotto i fregi della marina, che a quel punto erano  davvero diventati “i miei” fregi della marina, su un altro materiale che amo molto e che nella mia mente è legato al mare e all’estate: il lino. 

Una follia, se ci pensate, visto che avevo già deciso di affondare quel tessuto così prezioso dentro un materiale che ai puristi avrebbe potuto sembrare un’eresia: il plexiglass. L’idea terrorizzava la mia responsabile commerciale, che sommava fra i brividi i costi dei materiali e degli stampi. 

Eppure, i miei vassoi e gli altri elementi che univano quei disegni tanto amati al lino, alle cime nautiche tinte di blu intenso e alla trasparenza così contemporanea del plexiglass ottennero un successo straordinario al Salone Nautico di Genova. 

Di fronte al mio stand, pensate, c’era proprio quello della Marina Militare italiana: quando vedevo passare tutti quei militari  e quegli Ammiragli, con le loro splendide divise e i loro berretti decorati, non resistevo alla tentazione di seguirli marciando dietro di loro, ammirata dal loro portamento.

Uno di questi si accorse di quel tender biondo che seguiva la loro rotta, e mi chiese di accompagnarlo a visitare il mio stand, dove si mostrò ammirato da quelle che definiva “decorazioni molto eleganti”. 

Lo guardai con stupore: “Non è possibile che non le abbia riconosciute” domandai, sconcertata “Questi fregi sono identici a quelli che indossa sulla sua uniforme.”

L’Ammiraglio, si bloccò, spostando  lo sguardo dalle mie decorazioni a quelle sulla sua giacca. Emozionata gli chiesi: cosa ne pensa?

“Osservi qui” disse, arrotolando le maniche della bianchissima e impeccabile camicia. “Guardi  l’impatto che hanno avuto su di me, ora che le ho identificate: ho i brividi!

L’uomo dall’aspetto così marziale si ritrovò con la pelle d’oca, che è il mio punto di riferimento per valutare la riuscita delle mie azioni.