Rope Princess

Rope Princess: la principessa del mare.

Quello che vedete nella foto, nel corso degli anni, è diventato un’icona, una delle mie firme: la collezione chiamata Rope Princess.

Come sempre accade quando nasce qualcosa nel mio mondo creativo, ho una storia da raccontare.

Tutto ebbe inizio nel febbraio 1995, durante una delle mie partecipazioni al MACEF, il salone milanese che allora rappresentava un vero punto di riferimento per il mondo dei complementi d’arredo e degli articoli da regalo Made in Italy.

Come potete immaginare, ormai avete imparato a conoscermi, non prestavo molta attenzione agli stand che mi circondavano, lusingata e attenta com’ero ad ascoltare i visitatori che venivano a trovarmi.

Tuttavia, la mia disattenzione era sempre compensata dall’attenzione che gli altri mi mostravano.

Un giorno ricevetti la visita di un espositore che, oltre a complimentarsi per la bellezza delle mie collezioni, mi invitò a visitare il suo stand situato nelle vicinanze.

Era una bella persona, elegante e garbata, accolsi l’invito con piacere e interesse.

Quello che mi trovai di fronte era un mondo argentato, dal tipico gusto arabo: uno tripudio di specchi, portafoto, ninnoli e soprammobili che, non nego, mi fece rabbrividire. 

Tuttavia, questo incontro si rivelò profondamente significativo.

Con una cortesia davvero sorprendente, l’espositore mi raccontò dettagli tecnici relativi alla galvanizzazione degli oggetti, che scatenarono in me un’esplosione di idee e visioni.

Fu proprio in quel momento che la mia fantasia esplose, gli occhi mi brillarono e la mia mente prese il volo.

“Venga a trovarmi nel mio laboratorio a Torino”, mi disse.

Così, nei giorni successivi alla fiera, mi ritrovai in quello che per me sembrava un antro dell’alchimista: mentre lui mi parlava di elettrodeposizione, di anodi e di catodi, non facevo altro che pensare a quanto tutto ciò fosse simile alla magia. Tecnicamente non capivo molto, quindi decisi di semplificare:

 “E se ci buttassimo dentro questo portachiavi in cima, cosa potrebbe succedere?” gli chiesi.

“Una richiesta molto audace”, mi rispose, “ma solo provandolo potremo saperlo.”

Alla fine del processo, il mio portachiavi era diventato qualcosa di davvero prezioso. Rammentai la frase della Tempesta di Shakespeare, dove si racconta di come tutto ciò che viene toccato dal mare si trasformi in qualcosa di ricco e singolare.

Con una gioia incontrollabile, gli proposi di immergere in quel mare d’argento tutti gli oggetti che avevo portato con me: foglie, conchiglie, ricci di mare….

Sulla strada di casa, con l’entusiasmo di una bimba, non vedevo l’ora di scoprire la trasformazione. 

Dovetti attendere un mese per rivedere il mio alchimista varcare la porta della mia casa-laboratorio con un vero tesoro di oggetti che l’argento gli aveva donato un fascino superlativo!

“Sono entusiasta del risultato”, mi disse, “la sua nuova collezione meriterebbe un nome tutto suo: in omaggio alla nobiltà dei materiali, alla sua visione e a una principessa come lei, la chiamerei Rope Princess”.

Ero troppo incantata dall’incredibile risultato per cogliere subito la poesia di quel nome: credevo fortemente nella nuova collezione che non mi informai minimamente sui costi, la mia mente era proiettata all’edizione successiva del Macef.

La collezione Rope Princess fu un vero trionfo: il nome rimbalzava di bocca in bocca fra i compratori che si affollavano nel mio stand, divenne l’emblema di una collezione che avrebbe conquistato il pubblico con il suo fascino senza tempo.

Anche Macef dedicò uno spazio nella sua rinomata rivista Arte Regalo, evidenziando le mie idee come le più ingegnose, innovative ed esclusive tra gli espositori di quell’edizione.

Nessuno sapeva, e lo rivelo solo a voi ora, che mentre gioivo per quel successo, il mio caro alchimista, l’artefice di questa magica trasformazione, se ne era andato, per sempre.

Mi imposi di non rattristarmi: il suo spirito, le creazioni meravigliose nate grazie al suo impegno e quel nome creato con tanta semplicità, si erano depositati nel mio cuore proprio come quel mare di argento nel suo magico calderone, rendendo anche il suo ricordo qualcosa di indelebile e prezioso.